La Fitoterapia veterinaria

La Fitoterapia (dal greco “phyton”, pianta, e “therapeia”, cura) è un tipo di cura basata sull’utilizzo delle piante e dei principi attivi in esse contenuti per la cura di patologie di varia natura nell’uomo e negli animali.

Di fianco presentiamo le schede monografiche di tutte le piante officinali i cui estratti sono contenuti nei nostri prodotti allo scopo di completarne e potenziarne l’efficacia in modo naturale.

La Fitoterapia utilizza l’approccio terapeutico di tipo allopatico; è considerata a torto un rimedio poco efficace e casalingo e necessita di una maggiore attenzione, a fronte delle numerose conferme riscontrate sulla sua validità in tanti ambiti. Resta la più antica forma di medicina e anche l’unica utilizzata almeno fino all’800, quando gli enormi passi avanti della scienza chimica hanno consentito agli studiosi di produrre quelli che oggi si definiscono comunemente farmaci.
La Fitoterapia è annoverata all’interno del più ampio campo delle medicine cosiddette “alternative” o “non convenzionali” e nonostante a lungo sottovalutata, negli ultimi anni sta incontrando un rinnovato interesse. Decisivo, per la sua affermazione, è stata l’attenzione rivolta dalla medicina moderna verso le proprietà benefiche delle piante, con lo studio delle cause degli effetti terapeutici e la classificazione dei diversi principi attivi. È nato così il termine di “pianta medicinale” attribuibile a qualsiasi pianta contenente uno o più elementi (principi attivi appunto) in grado di dare sollievo o curare patologie più o meno complesse. La Fitoterapia non deve essere considerata un rimedio di tipo miracoloso: essa deve, dove necessario, essere abbinata a terapie mediche classiche. Rilevante è il ricorso a terapie fitoterapiche in pazienti costretti ad assumere per ragioni di salute molti farmaci, oppure malati cronici o con forti allergie.

Terminologia della fitoterapia
Per droga si intende la parte della pianta che possiede una determinata azione farmacologica. Essa può trovarsi, a seconda della specie, in parti differenti (corteccia, radice, foglia, fiore…) ed è in esse che risiede la maggior concentrazione di principi attivi in grado di portare benefici terapeutici.
Per principio attivo si intende quindi la sostanza contenuta nella pianta in grado di interferire sul metabolismo umano producendo un effetto farmacologico. Solo a partire dal XIX secolo è stato possibile isolare in forma pura le molecole responsabili degli effetti benefici delle piante e tutt’oggi è possibile trovare il loro impiego nelle più svariate terapie. Sono numerosi però i dati che dimostrano che ad avere più efficacia farmacologica sia la “droga” in toto e non il semplice “principio attivo” estratto.
La pianta costituisce un’unità terapeutica e per questo motivo in Fitoterapia moderna si è arrivati a parlare di fitocomplesso: con questo termine si intende un estratto o un derivato di una pianta medicinale che riproduca in modo più fedele possibile, senza particolari selezioni, la composizione della pianta.

Preparazioni.
a) È possibile utilizzare la pianta come tale: essa può essere utile sia fresca – un esempio è il Sedum, una pianta grassa nota per le proprie virtù antinfiammatorie e cicatrizzanti - oppure essiccata.
b) Polveri: esse sono sempre ottenute a partire dalla pianta essiccata e per come essa si presenta in natura senza che subisca alcun processo estrattivo ma solo mediante frantumazione
c) Tinture: non subiscono processi di concentrazione né di eliminazione del solvente che spesso è rappresentato dall’alcol. Le tinture possono avere origine sia a partire da una pianta secca che da una pianta fresca.
d) Estratti: possono essere fluidi o molli e sono tipici della fitoterapia classica. Nonostante rispetto ai preparati della moderna fitoterapia siano da considerare meno efficaci, sono molto concentrati e contengono piccolissime quantità di solvente.
e) Estratti titolati, standardizzati e purificati: sono il prodotto della moderna fitoterapia che si avvale dell’attuale scienza medica per dare vita a prodotti farmaceutici naturali nei quali è possibile isolare solamente il fitocomplesso al quale si devono tutte le proprietà terapeutiche delle piante. Sono spesso estratti secchi purificati di tutte le componenti potenzialmente dannose.

Bibliografia
- Debuigne G., Il dizionario delle piante della salute, Perugia, Gremese Editore, 1989.
- Firenzuoli F., Fitoterapia. Guida all'uso clinico delle piante medicinali, Elsevier, Trento, 2009;
- Fabio Firenzuoli, Le insidie del naturale. Guida all’impiego sicuro e corretto delle piante medicinali, Milano, Tecniche nuove, 1996;
- Firenzuoli F., Le 100 erbe della salute, Milano, Tecniche Nuove, 2000;
- Peroni G., Tutte le piante medicinali del dottor Peroni. Curare e guarirsi con la natura, dalla tradizione alla scienza, Varese, Macchione Editore, 2006;
- Schauenberg P., Paris F., Le piante medicinali, Roma, Newton Compton Editori, 1976.